INDICE
1) Finalità del Comitato
2) Premessa storica sulla Piscina Caimi
3) Sviluppi dal primo dopoguerra al 2008
4) Dal 2008 al presente
5) Proposte
6) Aggiornamento del 18 Ottobre 2011
_____________________________
1) Finalità del Comitato
Il Comitato Vasari-Botta-Pier Lombardo è stato costituito spontaneamente nel 1999 con scrittura privata da un gruppo di cittadini residenti nelle vie Carlo Botta, Pier Lombardo, Giorgio Vasari e Lattuada per tutelare la vivibilità delle loro residenze a fronte delle richieste del Teatro Franco Parenti (Fondazione Pier Lombardo) di utilizzare il Centro Balneare Caimi per lo svolgimento di manifestazion, spettacoli, eventi, etc.
Il Comitato si prefigge di intrapendere attività di informazione, sensibilizzazione, convocazione di assemblee e conferenze stampa, interventi giuridici/amministrativi, esecizio del diritto di accesso a documenti amministrativi ex legge 241/90 in qualità di soggetto esponenziale di interessi superindividuali, etc, affinchè venga mantenuta la destinazione sportiva pubblica del Centro Balneare Caimi
2) Premessa Storica sulla Piscina Caimi.
La piscina di via Botta fa parte di un gruppo di centri balneari realizzati negli anni 30 dal regime, il quale aveva ben compreso come attraverso lo sport praticato si potessero convertire i giovani da spettatori ad attori e come si potesse esercitare il controllo delle masse di lavoratori . Terminata la prima guerra mondiale ed avviata la conquista sociale della riduzione dell’orario di lavoro, si pose con immediata evidenza il problema di organizzare il tempo libero a disposizione dei lavoratori e dei giovani. Se quindi, da un lato, il regime si propose di costruire impianti di prestigio per le grandi manifestazioni, dall’altro si sforzò anche di facilitare con opportuni provvedimenti gli interventi diffusi miranti a dotare tutti i comuni, grandi e piccoli, dello standard minimo di attrezzature indispensabili per coinvolgere gruppi sempre più numerosi nelle attività sportive. Nel Novembre 1928 l’architetto Luigi Secchi pubblicò sulla rivista “il Politecnico” un articolo in cui venne prese in esame la situazione e le necessità degli stabilimenti balneari di Milano, avanzando la proposta di costruire sette piscine all’aperto . Nello stesso articolo l’architetto Secchi illustrò anche un suo progetto di piscina che avrebbe dovuto servire da “tipo” per i sette impianti. La proposta ebbe immediato riscontro presso il Podestà Belloni, che incaricò Secchi di costruire la piscina di via Ponzio nel 1929. Il progetto costituì poi anche la linea guida per le piscine costruite successivamente dall’Ufficio Tecnico del Comune, la Fossati, e la Caimi di via Botta, realizzata nel 1939 con eleganti linee architettoniche sull’area di un campetto sportivo di calcio.
3) Sviluppi dal primo dopoguerra al 2008.
Trascorsi i tormentati anni della 2a guerra mondiale ed avviata la ricostruzione del Paese, la Piscina Caimi riaprì nel 1947 e tornò ad essere frequentata da un numeroso pubblico . Tuttavia, l’attenzione del Comune di Milano non rimase più focalizzata sulle strutture per lo sport praticato, al punto che gli interventi di manutenzione o ammodernamento degli impianti balneari già esistenti vennero quasi sempre trascurati. Molto modesto poi è stato il programma di costruzione di nuovi impianti, dei quali si è subito sentita l’esigenza a causa del forte aumento della popolazione, richiamata dall’espandersi dell’economia della città.
Sull’onda di questo totale disinteresse per l’ammodernamento delle strutturre per lo sport praticato, trascorsero circa sessanta anni (diconsi 60 anni) senza che le varie amministrazioni che si sono avvicendate a Palazzo Marino prendessero in considerazione l’adeguamento del Centro Balneare Caimi alle nuove esigenze dell’utenza e delle normative. Il degrado si fece strada anno dopo anno fino al 1998, (prima Giunta Albertini) allorquando si verificò un improvviso risveglio di interesse.
Non per la ristrutturazione e riqualificazione della piscina, però. Bensì per la concessione d’uso di tutta la struttura all’adiacente Teatro Franco Parenti !
Infatti, con delibera 992/2001 protocollata il 20 Febbraio 2001, su proposta dell’allora Assessore al Settore Sport Giovani e Tempo Libero, Sergio Scalpelli, la Giunta delibera DI CONCEDERE IN USO IL CENTRO BALNEARE CAIMI PER IL PERIODO DAL 1 OTTOBRE AL 31 MAGGIO DI OGNI ANNO, PER LA DURATA DI ANNI 19, A FAVORE DELLA FONDAZIONE PIER LOMBARDO (Teatro Franco Parenti, ndr). Fra le motivazioni si legge che “IL QUARTIERE VASARI, NEL QUALE E’ COLLOCATO IL CENTRO BALNEARE CAIMI, E’ SCARSAMENTE SERVITO DA STRUTTURE E SERVIZI DI CARATTERE CULTURALE E RICREATIVO. Nella sostanza, l’Assessore allo Sport Scalpelli era più interessato agli aspetti culturali che a quelli sportivi. La concessione d’uso è praticamente gratuita, dato che la Concessionaria (Teatro Parenti) si sarebbe fatta solo carico delle spese inerenti l’uso del centro da Ottobre a Maggio (elettricità, pulizie, etc).
Questa delibera espime chiaramente gli orientamenti della prima Giunta Albertini: niente riqualificazione del Centro Balneare; Il Centro balneare Caimi assolverà invece una funzione sociale per “svolgimento del carnevale, festività di S.Ambrogio, e così via “. Avverso questa delibera il Comitato Vasari-Botta-Pier Lombardo presentò richiesta di sospensione al TAR Lombardia, contro il Comune di Milano e nei confronti della Fondazione Pier Lombardo. Sebbene la richiesta vennisse respinta, il Comune non diede mai seguito con una delibera dirigenziale che avrebbe dovuto definire lo schema di convenzione.
Nel Maggio 2001 al governo della città si insediò la seconda Giunta Albertini, caratterizzata, almeno nell’espressione dei propositi, da un’ossessione quasi paranoica per le coperture di spesa. Tradotto in termini della Piscina Caimi, questo voleva dire che non potevano essere fatti stanziamenti per la riqualificazione della piscina, dato che i proventi derivanti dalla gestione di un Centro Balneare riqualificato e ristrutturato non avrebbero assicurato un adeguato ritorno sul capitale investito . Il degrado poteva continuare ad aggravarsi !
A questo punto, la gestione del Centro venne affidata a MilanoSport , la quale, lungi dal proporre e promuovere soluzioni di riqualificazione, pensò bene di far fronte alle spese di gestione stabilendo un contratto per la conduzione del bar della piscina con una società di ristorazione. La conseguenza fu che per diversi anni, durante tutta la stagione estiva, i residenti dei quartieri che si affacciano sulla piscina furono costretti a tollerare musica ad alto volume, incivilmente e bullescamente emessa dal gestore della ristorazione dalle 10 di mattina a mezzanotte senza che la Vigilanza Urbana intervenisse. Il tormento ebbe fine quando, nel 2007, l’ARPA, a seguito di rilevazioni fatte in loco su sollecitazione del Comitato, elevò una contravvenzione a MilanoSport per immissione di rumori sopra la soglia di legge e quando, nel 2008, le ASL decretarono l’inagibilità del Centro Caimi. L’incapacità delle varie Amministrazioni, ma sopratutto quelle guidate da Albertini e Moratti, di prendere provvedimenti adeguati per la riqualificazione del Centro Balneare aveva sortito l’unico risultato possibile e prevedibile: la chiusura.
4) Dal 2008 al presente.
Siamo così giunti all’amministrazione Moratti, e a Palazzo Marino si continua a pensare alla Piscina Caimi. Non però con l’intento di ristrutturala, studiando magari una copertura per poterla mantene aperta al pubblico tutto l’anno, bensi al fine di trovare un garbuglio che, se da una parte concedeva esplicitamente tutta l’area del Centro Balneare al Teatro Franco Parenti, dall’altra dimostrava al pubblico che veniva mantenuta la funzionalità di piscina scoperta per la stagione estiva. Infatti, gli occhi della Fondazione Pier Lombardo (ossia Teatro Parenti) erano sempre rimasti puntati sulla piscina ed a Palazzo Marino c’e sempre stato qualcuno molto sensibile a questi sguardi.
Il 28 Gennaio 2011 la Giunta guidata dal Sindaco Moratti e dal viceSindaco De Corato rompe finalmente gli indugi. Viene approvata la delibera 182/2011, protocollo generale 61881/2011, “APPROVAZIONE PROTOCOLLO D’INTESA TRA COMUNE DI MILANO E FONDAZIONE PIER LOMBARDO PER LO STUDIO DI FATTIBILITA’ RELATIVO ALL’AMPIAMENTO DELLA CONCESSIONE IN USO DI SPAZI E AREE DEL COMPLESSO IMMOBILIARE DI VIA VASARI” Va specificato che il complesso immobiliare di via Vasari è un condominio di proprietà del Comune e che considerevoli spazi di questo condominio furono ceduti gratuitamente nel 1999 dal Comune alla Fondazione Pier Lobardo per trent’anni, onde ospitare il Teatro Parenti .
In altre parole, il Comune di Milano dice che: nel 1999 ho ceduto gratuitamente a te, Teatro Parenti, gli spazi necessari alle tue attività teatrali; ora faccio di più e a quegli spazi aggiungo anche tutto il Centro Balneare.
La delibera prevede comunque che la Fondazione si faccia carico della messa a norma e rimessa in funzione dell piscina, spesa preventivata circa tre milioni di euro. Si assicura che questa spesa sarà interamente sostenuta da alcuni sponsors, uno dei quali è la Banca Intesa SanPaolo che figura 31ma nell’elenco degli istituti di credito (italiani ed esteri) pericolosamente esposti ad un possibile default del debito pubblico greco .
Riportiamo di seguito il paragrafo “f” del protocollo d’intesa incluso nella delibera. “Il progetto presentato (dalla Fondazione, ndr) prevede il risanamento e il recupero della piscina (impianto balneare estivo) in una prospettiva di gestione integrata delle attività complessive: quelle teatrali, attualmente in capo alla cooperativa Franco Parenti, e quelle sportivo-balneari presso la piscina Caimi, prospettandone un utilizzo sia come impianto sportivo stagionale, sia come location di eventi, incontri, performance, attività differenziate anche nei mesi invernali, in collegamento con le attività del complesso teatrale adiacente.”
Le osservazioni, riportate di seguito, inviate dal Comitato all’Assessore allo Sport della Giunta Pisapia dopo una sommaria presa visione del progetto presentato dalla Fondazione, delineano con chiarezza le vere finalità degli accordi presi tra Giunta Moratti e Fondazione Pier Lombardo e sfociate nella citata delibera 182/2011:
“Il progetto è imperniato sulla riduzione di circa dieci metri della lunghezza della vasca di 50 metri, in modo da recuperare la parte profonda della stessa per la posa degli impianti di filtraggio; questa fossa verrebbe poi chiusa in superficie con una pavimentazione a filo terra e con il conseguente aumento della superficie calpestabile disponibile di circa 250 mq. E’ previsto che la palazzina sul lato sud-est del Centro rimanga almeno per il momento inutilizzata, pur venendo messa in sicurezza, mentre nuovi spogliatoi sono previsti lungo il muro perimetrale di via Botta in luogo delle attuali cabine.
A fronte di quanto sopra, ci preme osservare che il progetto proposto dalla Fondazione non appare orientato al recupero dell’originale assetto anni 30 della piscina, o alla creazione di un ambiente favorevole alla balneazione, ma piuttosto mirato a minimizzare le spese di ristrutturazione ed a massimizzare gli spazi e le possibilità di utilizzo da parte della Fondazione, o altri, per attività che nulla hanno a che vedere con la pratica dell Sport.
Fra le attività che la Fondazione intende svolgere nell’ambito del Centro figurano infatti anche i “grandi eventi”, per i quali è necessario avere a disposizione spazi il più grandi possibile; da quì la riduzione della vasca da 50 metri, col pretesto di alloggiare gli impianti di filtraggio, per ricavare spazio calpestabile.
Non ultimo, sempre con riferimento ai grandi eventi, non può passare inosservato il fatto che attorno ad essi ruotano considerevoli interessi commerciali privati, ai quali verrebbe offerta la possibilità di trarre vantaggio, direttamente o indirettamente, da un’area pubblica pregiata ricevuta a costo irrisorio dal Comune ed a scapito dei cittadini che si vedono invece privati di un Centro altrimenti utilizzabile per l’esercizio sportivo lungo tutto l’arco dell’anno.”
Così stanno le cose alla fine di Agosto 2011. Quale sarà ora l’orientamento della Giunta Pisapia? Sarà, come le giunte Moratti e Albertini, sensibile alle sirene del Teatro Parenti, o saprà invece trovare la determinazione necessaria a spazzare via tutti gli intrighi del passato ? Saprà rendersi conto che il Centro Balneare Caimi non è una fastidiosa ed ingombrante struttura della quale sbarazzarsi in qualunque modo, ma è una struttura destinata a un servizio pubblico fondamentale a disposizione dei cittadini, sostenuta quindi in parte dal gettito delle imposte comunali e in parte dagli utenti del servizio , e dal quale siano esclusi interessi commerciali e pseudo culturali ?
5) Nostre Proposte
Noi proponiamo che la Piscina Caimi venga riqualificata come Centro Sportivo polifunzionale aperto tutto l’anno, e che sia primariamente mirata alla promozione dello Sport fra i giovani e gli adolescenti. Come infatti aveva bene intuito il Podestà Belloni nel 1930, lo Sport Praticato trasforma i giovani da spettatori ad attori e, nel contesto di materialismo e povertà spirituale diffuso fra i giovani oggigiorno, stimola il raggiungimento di obiettivi e la formazione di una personalità forte. Proponiamo anche che ci sia spazio per gli anziani, e per le scolaresche.
A fronte della difficile situazione economica odierna, proponiamo che, nel contesto di un ben definito progetto finale mirato alla realizzazione di un Centro Sportivo Polifunzionale, la riqualificazione sia realizzata per gradi e distribuita su un arco temporale che abbracci diversi anni: 1) rimessa in funzione della piscina scoperta; 2) realizzazione di una palestra negli spazi della palazzina, 3) copertura delle vasche .
6) Aggiornamento del 18 Ottobre 2011
Nel sito internet www.andreeruthshammah.it i responsabili del teatro Parenti (o Fondazione Pier Lombardo) contestano alcune verità esposte in questo blog. Desideriamo far sapere ai nostri sostenitori che il Comitato Vasari Botta Pier Lombardo non ha mai adottato una sterile ed inutile polemica come mezzo per affermare i propri principi e che nella formulazione dei capitoli 3 e 4 si è basato su atti pubblici ottenibili dai competenti uffici del Comune ed i cui estremi sono chiaramente indicati.
Contrariamente a quanto possa pensare l’autore del blog andreeruthshammah.it, il Comitato Vasari Botta Pier Lombardo non nutre sentimenti di ostilità verso il Teatro Parenti o la Fondazione Pier Lombardo; desidera solo affermare il principio che la Piscina Caimi debba tornare ad essere un bene pubblico utilizzabile esclusivamente come centro polisportivo per 12 mesi all’anno. Questo principio è basato su constatazioni di fatto, che sono:
a)- A Milano ci sono piscine per circa 13mila metri quadrati di superficie di vasca, dei quali circa solo 6mila metri quadrati sono in dotazione a piscine coperte e quindi utilizzabili durante tutto l’arco dell’anno. Questa dotazione è assolutamente inadeguata ad una città di un milione e mezzo di abitanti. Chiunque può verificare questi dati di fatto sul sito internet www.comune.milano.it , pagina “Strutture sportive” dove, zona per zona, sono elencate le piscine e le caratteristiche di vasca (larghezza, lunghezza, profondità, coperta o scoperta). A Milano servono più piscine, non più teatri o spazi per eventi, spettacoli etc.
b)- A Milano ci sono 60 mila handiccappati. L’invalidità di molti di questi disabili è, almeno parzialmente, recuperabile mediante appropriati esercizi in acqua. Agli handiccapati di Milano servono più piscine, non più spazi per eventi, spettacoli, manifestazioni, etc.
c)- A Milano i ragazzini incominciano a drogarsi a 14 anni. Per sottrarre questi ragazzini alla droga non bastano provvedimenti restrittivi o punitivi. Molti di loro possono evitare di lasciarsi tentare dalla droga se opportunamente avviati ad attività sportive, ove venga stimolato un senso di competitività e orgoglio personale. Ai ragazzini di Milano servono più piscine, non più spazi per spettacoli, piccoli o grandi eventi, manifestazioni, etc.
d)- A Milano molti anziani vorrebbero potere praticare un po’ di attività fisica per alleggerire la loro solitudine e mantenersi in buona salute. A loro disposizione ci sono solo poche palestre prevalentemente private, frequentabili a costi che non tutti possono permettersi. Il mantenimento di una buona forma fisica ha anche dei ritorni benefici sui costi per la gestione dei servizi della pubblica sanità. Agli anziani di Milano servono più strutture per praticare un po di ginnastica, non spazi per manifestazioni, piccoli e grandi eventi, spettacoli, etc.
e)- Durante gli ultimi anni, il Comune di Milano ha sempre e solo tenuto in considerazione la Fondazione Pier Lombardo (teatro Parenti) come unico interlocutore per la rimessa in funzione della piscina Caimi, salvo una breve parentesi nella quale MilanoSport ha proposto un suo progetto, peraltro subito scartato. Questo è avvenuto perchè le varie Amministrazioni hanno esclusivamente preso in considerazione gli aspetti di spesa. Gli amministratori del Comune di Milano non hanno mai analizzato la situazione delle piscine di Milano, non hanno mai constatato che a Milano ci sono solo 6 mila mq di superficie di vasche coperte, non hanno mai pensato che una piscina coperta possa essere anche utilizzata per il recupero dei disabili, non hanno mai pensato che una piscina con centro polisportivo possa anche essere utilizzata per allontanare i ragazzini dalla droga, non hanno mai pensato ad un centro polisportivo utilizzabile anche dagli anziani. In altre parole, gli amministratori del Comune non hanno mai pensato che un centro polisportivo con piscina costituisce un valido contributo allo welfare, ossia benessere sociale , dei cittadini .
A fronte delle citate constatazioni, il Comitato Vasari Botta Pier Lombardo ha invitato l’Assessore allo Sport del Comune di Milano a prendere in esame la disponibilità di una qualificata Società Sportiva che si è dichiarata disponibile a ristrutturare il Centro Balneare Caimi come Centro Polisportivo con Piscina. Questa Società, della quale per motivi di discrezione non riteniamo opportuno svelare il nome, gestisce sei piscine nell’interland milanese a tariffe convenzionate coi Comuni, ha portato 19 atleti a varie olimpiadi, tre dei quali hanno vinto medaglie d’oro nel nuoto. Questa Società è anche molto sensibile agli aspetti dello welfare. Ci auguriamo che, a differenza delle precedenti amministrazione, questa Giunta prenda seriamente in considerazione le proposte di questa società.
Questo blog sarà tenuto aggiornato sugli sviluppi della vicenda.
_________________________________________________
Ora torna in cima alla finestra e clicca sul bottone PETIZIONE
Salve Mi chiamo Nicolò De Angeli non ho mai scritto sul vostro blog, apprezzo e ringrazio per la vostra attiva “presenza” riguardo appunto la riapetura della piscina.. ma credo che a questo punto l’unica soluzione sia quella di scendere in strada, ho parlato già con tutto il mio vicinato e molti son disposti nel far sentire la propria “voce”… Data la vostra esperienza chiedo a voi come ho chiesto al blog “DeepRiders” l’appoggio, parere o qualche consiglio a riguardo.. Ringrazio e porgo Cordiali saluti.. a presto Nicolò!